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	<title>Gim dagli occhi verdi</title>
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		<title>Gli Arditi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettoremuti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo ambiente era molto gradito al giovane Muti:poca disciplina, tanto entusiasmo, forte cameratismo tra ufficiali e soldati, razioni speciali di cibo, soprassoldo, alcool e sigarette e la voglia comune di menar le mani. Essendo tutti volontari, i componenti delle truppe d&#8217;assalto erano infatti delle autentiche pellacce pronte ad affrontare qualsiasi rischio. In un primo tempo essi furono impiegati per rapidi colpi di mano a raggio limitato, più tardi, essendo aumentati di numero, furono raggruppati in reparti di ordine superiore fino a formare una divisione. Originariamente il reparto si chiamò &#8220;Compagnia esploratori della morte&#8221; poi furono semplicemente chiamati &#8220;Arditi&#8221;. Il loro armamentario era costituito da moschetto, pugnale e bombe a mano, la divisa era diversa dalle normali, giubba grigioverde aperta sul petto, fiamme nere come mostrine, fez col nappa, maglione, cravatta e fasce gambiere pure di colore nero.<br />
Gim diventò la mascotte del primo reparto d&#8217;assalto e capì qual&#8217;era il suo mestiere: fare la guerra.<br />
In uno scontro cruento di 800 arditi che partirono ne tornarono solo 22, e Gim era uno di loro. Vennero tutti premiati, Muti addirittura segnalato per la medaglia d&#8217;argento, ma la rifiutò. Tutti non comprendevano il motivo, mam era chiarissimo: le pratiche della decorazione avrebbero svelato che era ancora minorenne. La storia venne a galla, il disertore che aveva dato i documenti falsi ad Ettore non venne scoperto, ma Muti fu rispedito a casa, con elogio, ma a casa.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18" title="BN8 TESCHIO" src="http://ettoremuti.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/BN8-TESCHIO.JPG" alt="BN8 TESCHIO" width="400" height="300" /></p>
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		<title>La fuga per &#8220;fare la guerra&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:10:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ettore Muti viaggiò con mezzi di fortuna, con le tradotte militari e in pochi giorni arrivò nella zona di operazioni di Cadore, dove riuscì a mescolarsi alle truppe, fingendo di essere uno dei tanti profughi che si aggiravano nelle retrovie. Rimase per settimane come garzone nelle caserme e nelle cucine, archittettando di sottrare di notte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ettore Muti viaggiò con mezzi di fortuna, con le tradotte militari e in pochi giorni arrivò nella zona di operazioni di Cadore, dove riuscì a mescolarsi alle truppe, fingendo di essere uno dei tanti profughi che si aggiravano nelle retrovie. Rimase per settimane come garzone nelle caserme e nelle cucine, archittettando di sottrare di notte un&#8217;uniforme a qualche caduto per poi unirsi ai soldati avviati verso il fronte. I carabinieri però, insospettiti dai suoi atteggiamenti, lo fermarono nei pressi di Udine e lo portarono a Cormons per verificarne l&#8217;identità e rispedirlo a casa. Lungo il tragitto, la pattuglia che lo scortava, incontrò per strada il generale Luigi Cadorna, che dopo aver ascoltato le proteste del ragazzo che voleva andare a fare la guerra lo lodò.<br />
A casa non ricevette alcun rimprovero, ma carezze orgogliose della madre, che ovviamente lo spinsero ad una seconda fuga nemmeno un anno più tardi. Si procurò i documenti di un amico più anziano di lui, che aveva deciso di non rispondere alla chiamata alle armi. Dopo averle quindi falsificate, ritornò nel Cadore dove venne arruolato nel 6° reggimento di fanteria della brigata Aosta e nonostante non avesse ancora quindici anni venne spedito al fronte dopo poche settimane di addestramento.<br />
Annoiato dalla &#8220;pacata&#8221; vita del fronte, Gim si arruolò nella primavera del 1917, nei primi reparti d&#8217;assalto costituiti per reclutare soldati di ogni arma e ogni età, dato che l&#8217;esercito aveva un gran bisogno di uomini.</p>
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		<title>Il nome Gim</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettoremuti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il fascismo non esisteva ancora, il giovane Mussolini predicava il socialismo, Ettore era uno studente indisciplinato, ritenuto uno simpatico lavativo che tutti volevano come amico o compagno di banco, ma nessuno come figlio o marito o marito per la propria figlia. Più cresceva più assomigliava ai divi del cinema muto, alto, dalle spalle squadrate, sorriso spavaldo e sguardo tenebroso. La sua bellezza aveva soltanto una pecca: gli incivisi superiori gli erano cresciuti stranamente distanziati, ma in seguito, quando i mezzi glielo permetteranno, Muti si farà costruire un apparecchio odontotecnico per nascondere questo difetto.<br />
La famiglia Muti abitava in corso Garibaldi, davanti alla caserma della cavalleria di Santa Maria della Porta, e spesso Ettore scappava per assistere alle esercitazioni, alzabandiere e gli altri riti militareschi che lo affascinavano molto. I suoi giochi d&#8217;infanzia erano ispirati al giornaletto d&#8217;epoca &#8220;L&#8217;Esploratore&#8221;, il cui eroe si chiamava Gim, sempre al centro di numerose avventure. Muti pretese che tutti lo chiamassero con quel nome, Gim, un nome che lo accompagnò per tutto il resto della sua vita.<br />
Nonostante i partiti di sinistra egemonizzassero la vita politica esercitando una funzione conservatrice, le file di destra movimentavano l&#8217;ambiente facendo manifestazioni a favore della guerra. Ettore era troppo piccolo per far parte dei &#8220;ribelli&#8221;, ma aveva captato le nuove istanze che si levavano intorno a lui: l&#8217;esaltazione del gesto distruttivo, dell&#8217;eroismo personale, del militarismo, del patriottismo e di tutti quei &#8220;sacri ideali&#8221; per i quali era giusto morire.<br />
Il 24 maggio 1915, data in cui l&#8217;Italia entrò nel conflitto mondiale, Ettore Muti, tredicenne da poco più di un mese, saltava le lezioni per andare in piazza a gridare &#8220;Abbasso l&#8217;Austria&#8221; e &#8220;Viva Trieste italiana&#8221;.<br />
Il primo anno di conflitto non era ancora terminato quando in una notte di dicembre del 1915 scappò di casa &#8220;per andare a fare la guerra&#8221;, come scrisse in un biglietto d&#8217;addio lasciato a mamma Celestina.</p>
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		<title>Il generale alato</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 14:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettoremuti</dc:creator>
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Ravenna, 22 maggio 1902 – Fregene, 24 agosto 1943

Ettore Muti nasce a Ravenna il 22 maggio 1902. Figlio della casalinga Celestina Gherardi, donna ambiziosa e animata da sacro fuoco patriottico, e di Cesare, un impiegato dell’anagrafe modesto e incolore. Ettore aveva tutte le caratteristiche del fascista perfetto: bello, robusto, coraggioso, violento, sciovinista e spaccone, più [...]]]></description>
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<p>Ravenna, 22 maggio 1902 – Fregene, 24 agosto 1943</p>
<p><img src="http://gimdagliocchiverdi.files.wordpress.com/2009/11/ettoremuti1.jpg" alt="" /></p>
<p>Ettore Muti nasce a Ravenna il 22 maggio 1902. Figlio della casalinga Celestina Gherardi, donna ambiziosa e animata da sacro fuoco patriottico, e di Cesare, un impiegato dell’anagrafe modesto e incolore. Ettore aveva tutte le caratteristiche del fascista perfetto: bello, robusto, coraggioso, violento, sciovinista e spaccone, più che il libro amava il moschetto, rude con gli uomini, irresistibile con le donne.<br />
Per lui non c’erano zone d’ombra,se una cosa non era bianca era nera. Galeazzo Ciano lo definì un uomo con “molto fegato e poco cervello”.<br />
Coccolato dall’amore di tre donne adoranti, sua madre e le sue sorelle Linda e Maria, crebbe come un piccolo despota cui tutto era perdonato.</p></div>
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